Patrimonio artistico

Renzo Zavanella architetto razionalista

 

Renzo Zavanella ha lasciato a Sermide una rara impronta razionalista in architettura con il progetto per la cosiddetta villa dei direttori nell'area dello zuccherificio.

Di seguito sono riportati alcuni "francobolli" pubblicati sulla "Voce di Mantova" in varie riprese, a firma di Claudio Rambaldi,  dal 2005 in poi.

 

 

 

E’ in preparazione il quinto incontro pubblico organizzato dal Comune di Sermide assieme al Politecnico di Milano e alla proprietà dell’area ex zuccherificio, che  si svolgerà il giorno 16 dicembre nella sala consigliare per affrontare il tema “La villa dei direttori: un possibile intervento”. Si tratta della villa interna all’area ormai abbandonata da tempo e sottoposta sia alle intemperie che all’azione dei vandali che, per  il suo valore architettonico, impone un intervento risolutivo di conservazione e restauro. L’incontro ha in calendario sei relazioni incentrate sulla biografia dell’architetto razionalista Renzo Zavanella, sulle esperienze in materia di conservazione e recuperi, sulla situazione attuale dell’edificio e al Progetto dolce per il recupero di altri edifici dell’area. Per questi ultimi sono state studiate le possibili modalità di intervento di soggetti interessati al progetto definitivo di recupero di un’area di oltre 200mila metri quadrati.

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E’ scomparso il pennone che campeggiava al centro della facciata della palestra comunale di Sermide. Era stato tolto forse per motivi di sicurezza ma purtroppo gli interventi connessi al recente intervento di ristrutturazione edilizia dell’edificio non ne hanno previsto il ripristino. L’edificio risalente al 1935 circa, conserva ancora una evidente impostazione celebrativa come prescriveva la cultura del tempo e il pennone alzabandiera era un elemento essenziale della facciata di via N. Sauro. Nel progetto di ristrutturazione presentato alla Sovrintendenza ai Beni Architettonici il recupero del pennone non era previsto anche se la macchia lasciata sulla parete dall’acqua macchiata che vi cadeva poteva indurre ad operare una indagine preliminare più accurata. Anche la tinteggiatura di tutte le pareti esterne non sembra adatta al colore precedente fatto con un impasto di calce spenta e quindi molto bianco come tanti edifici dei quel periodo. A questo riguardo varrebbe forse la pena ritornare sull’argomento facendo i debiti confronti con una costruzione privata coeva, la villa dello zuccherificio, anch’essa edificata in quegli anni e il cui colore originale si è conservato abbastanza bene. Ma forse è più importante studiare i due edifici dal punto di vista stilistico perché alcuni elementi architettonici portano alla conclusione che il progettista sia il medesimo cioè l’architetto mantovano Renzo Zavanella, esponente, fra i primi, del razionalismo e di cui sono in corso studi conoscitivi.

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Saranno presenti anche gli studenti dell’Istituto Geometri domani al “Quinto incontro” per il restauro della Villa dei Direttori nel municipio di Sermide. La classe quinta infatti sarà accompagnata dal prof. Gianni Ferioli perché l’argomento di un intervento su un’opera architettonica storica rientra nel programmi didattici di quest’anno. La Villa è una delle prime realizzazioni razionaliste italiane ed è stata progettata nel 1930 dall’architetto mantovano Renzo Zavanella.

Un altro appuntamento degli studenti delle classi quarta e quinta sarà per metà gennaio quando un tecnico del Comitato paritetico per la sicurezza nei cantieri terrà una lezione nella sala multimediale dell’Istituto.

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Continuano gli incontri pubblici per illustrare le problematiche connesse al recupero dell’area ex zuccherificio. La docente del Politecnico di Milano Graziella Sibra e il Sovrintendente ai Beni culturali Daniele Rancilio sabato 3 febbraio hanno svolto le loro relazioni nella sala consigliare del municipio di Sermide proprio sul rapporto fra beni e tutela. E’ stato anche presentata una esperienza di recupero, quella del Sant’Abbondio di Cremona, per il quale si è sottolineata l’importanza del vincolo su un bene architettonico.

All’incontro era presente anche la proprietà dell’area ex zuccherificio che, in quanto impresa, dal recupero di tutta la zona si aspetta un riscontro economico che ancora non si sta profilando. La stessa presenza della villa, cosiddetta dei direttori, opera prima dell’architetto Renzo Zavanella sembra che costituisca un ostacolo al punto che è stato posto l’interrogativo circa la opportunità di regalarla per sveltire le pratiche. Si è anche ventilata l’ipotesi che trattandosi di un bene tutelato si possano avere fondi Cee per il suo restauro e recupero ma per ora non ci sono notizie precise al riguardo.

La gente, i professionisti si aspettano di vedere dei progetti concreti anche perché si è in presenza di imprenditori che hanno manifestato interesse alle potenzialità di investimento nell’area, ma lo strumento urbanistico non lo consente almeno nei tempi brevi. Gli incontri che si succedono a cadenza quasi mensile in municipio sono considerate lezioni interessanti ma non utili per dare impulsi e velocizzare la soluzione dei problemi.

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Inaugurata nella mattinata di sabato la mostra “Un fiume di zucchero” allestita nella sala macchine dello stabilimento idrovoro mantovano-reggiano di Moglia. Oltre alla presentazione del materiale espositivo raccolto nelle teche, vi è stata la presentazione della ricreca “Storia del lavoto allo zuccherificio di Sermide. Dopo i saluti del sindaco Stefano Michelini, la docente del Politecnico di Milano Graziella Sibra ha svolto una relazione sulle ricerche condotte intorno alla storia della cartografia del territorio dal periodo napoleonico in poi. Molto interessante la proiezione di una serie di immagini relative alla famosa villa dello zuccherificio dell’archietetto Renzo Zavanella, ora abbandonata, per la quale si spera in un prossimo intervento di restauro e recupero All’incontro hanno partecipato le classi dell’istituto per Geometri di Sermide oltre ad un gruppo di sindaco della zona guidati dal presidente del consorzio e sindaco di Felonica Dante Maestri. La mostra rimarrà aperta fino al 12 ottobre.

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Ritorna in Consiglio domani sera la questione ex zuccherificio. Con il “Progetto dolce”, che ha viste impegnate la proprietà dell’area con l’amministrazione comunale e il Politecnico di Milano, il Consiglio dovrà inquadrare la questione dal punto di vista degli strumenti urbanistici.

Sull’area pende una inerzia, non si sa quanto colpevole, che dura da decenni. Un primo tentativo di risolvere un problema che riguarda una superficie adiacente il centro storico di oltre 200mila metri quadri, era stato fatto dalla proprietà ma giudicato “irricevibile” da un consigliere delegato della precedente amministrazione. Da una parte la proprietà, che a suo tempo aveva fatto un notevole investimento, cerca di fare una operazione economicamente vantaggiosa mentre il Comune sembrava volerla in qualche modo osteggiare o comunque condizionare al punto da renderla non più interessante. Fu uno degli argomenti della scorsa campagna elettorale che, durante un incontro pubblico dei tre candidati sindaci, assunse aspetti quasi comici perché tutti ritenevano di avere una corsia preferenziale di trattativa con la proprietà dell’area con tanto di recapito telefonico.

Con la entrata in vigore della nuova normativa regionale per il Piano di Governo del Territorio (già Piano regolatore), le parti in causa dovrebbero essere in condizione di fare progetti finalmente realizzabili.

L’intera area, un tempo riservata agli insediamenti produttivi, deve assumere un ruolo urbanisticamente e puntare anche al completo recupero della villa razionalista di Renzo Zavanella costruita al centro di un parco adiacente nel 1932.

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Il quinto incontro tenuto in municipio a Sermide nell’ambito delle giornate di studio per la cosiddetta Villa dei direttori nell’area ex zuccherificio, ha consentito ai presenti di apprendere parecchi aspetti non noti della biografia dell’architetto Renzo Zavanella. All’allora giovane progettista la commissione per il progetto della villa fu data quasi per caso e lo studioso Mirco Accorsi ha trovato parecchi documenti importanti relativi ai rapporti intercorsi anche nella fase di costruzione dell’edificio. Non sono sempre stati rapporti epistolari tranquilli ma resta che il risultato fu colto dai redattori della importante rivista “Casabella” che nel 1933 inclusero il progetto fra i primi di ispirazione razionalista in Italia. Anche sotto il profilo dell’impiego dei materiali fu un progetto d’avanguardia al punto che fino a pochi anni addietro si era convinti che lo stesso Giò Ponti, nel cui studio milanese Zavanella lavorava, ne fosse l’autore. Fu proprio una ricerca d’archivio di Accorsi nel 1994 a mettere le cose a posto e a ricostruire il percorso progettuale di un “geometra” trentaduenne con l’estro architettonico forse non ancora ben coniugato con la capacità di gestire un cantiere edile.

La villa ora è cadente. Il repertorio fotografico illustrato da Gianfranco Chiari ha messo in evidenza i danni delle intemperie e l’opera di spogliazione e sciacallaggio che è arrivata a portare via persino le piastrelle dei pavimenti. Il recupero sarebbe oltre che un fatto positivo in sé, una importante operazione culturale atta a metterebbe in evidenza ciò che accadeva a Sermide nei primi anni trenta con la edificazione della villa, della palestra comunale e di altre opere dell’architetto locale Bruno Sarti.

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Il “Progetto Dolce” è un documento di inquadramento redatto a cura del Politecnico di Milano per “Costruire a Sermide un territorio a più dimensioni”. Esso funziona un po’ come una anticipazione di quello che sarà necessario fare per puntare alla adozione di un Piano Integrato di Intervento (Pii), lo strumento urbanistico che potrà consentire il pieno e funzionale recupero dell’area ex zuccherificio. E’ questa una consistente porzione di terreno, circa 200mila metri quadrati, attigui al centro storico e verso cui dovrebbe tendere l’espansione urbanistica nei prossimi tempi. Tutto era partito dalla necessità dichiarata da molti, di recuperarvi una villa del 1932, uno dei primi esempi di architettura razionale del pioniere Renzo Zavanella. Il progetto “Dolce”è molto ambizioso: prevede la possibilità di realizzare insediamenti forse un po’ futuribili come centri studi, scuole di navigazione, parco acquatico, centro di accoglienza interregionale, sito per il risparmio energetico.

E’ già stato definito un libro dei sogni ma c’è anche chi sostiene che solo pensando in grande si può realizzare qualcosa di decisivo per la comunità.

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