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Lionello Grazi: un pittore sermidese a Roma

 

SERMIDE, maggio 2010

E’ stata decorata da un pittore sermidese la villa romana del conte Marconi che da pochissimi anni ospita l’ambasciata in Italia del Kazakistan. Il pittore Lionello Grazi era nato nella frazione di Caposotto nel 1894  ed è scomparso a Roma nel 1973 dopo avere fatto importanti interventi in edifici privati e religiosi intorno alla capitale. I suoi studi li aveva seguiti a Modena, Venezia e Roma con una borsa di studio della Fondazione Franchetti di Mantova. A Roma era stato allievo di Aristide Sartorio, l’autore del fregio allegorico realizzato con la innovativa tecnica dell'encausto per la nuova aula della Camera dei Deputati in Palazzo Montecitorio. Grazi maturò uno stile di impronta vagamente liberty, e negli anni della prima maturità predilesse temi di carattere patriottico o di ispirazione mitologica. Nel 1930, dopo la decorazione di villa Marconi, il cui proprietario fu il primo ambasciatore italiano del periodo mussoliniano a Mosca, Lionello Grazi ha affrontato l’impegno di decorare la chiesa di S. Giovanni a Campagnano di Roma e la cappella Siti ad Ussita nei Sibillini. Ciò a dimostrazione del successo che la sua opera aveva conquistato. Dopo avere gradualmente abbandonato le tematiche un po’ legate alla ideologia al potere, nel dopoguerra espone nelle gallerie pubbliche e private e nel 1957 vince il premio Toti con “La battaglia di Milazzo del 201 a.C.”.

A Sermide ha lasciato una tempera di grande formato conservata, un po’ in disparte, nel municipio, ispirata alla vittoria militare del 1918. Qualche altra opera di minore importanza si trova presso le famiglie dei parenti.

A Caposotto nella casa natale si conserva ancora un sua àncora simbolicamente dipinta nella facciata dopo una controversia legale legata  alla proprietà della casa stessa.

L’ambasciata del Kazakistan è stata acquisita in anni molto recenti ed era stata costruita per il conte Gaetano Manzoni nel 1925 su progetto dell’architetto Armando Brasini, uno dei più famosi architetti del periodo fascista. La villa ha avuto una storia molto complessa e contrastata.Era riccamente decorata e  presentava molti bassorilievi in stucco  e pitture a tempera del pittore sermidese.